Amici della Via Francigena una strada lunga vent’anni: il convegno celebra storia, pellegrinaggi e impegno per Vercelli e la Via Francigena in Piemonte!

Nella suggestiva cornice del Salone Dugentesco, sabato 28 febbraio, si è svolto il convegno intitolato “Una strada lunga vent’anni”, dedicato alla diffusione della storia dell’associazione e del suo percorso intrecciato, nel tempo, con quello dei pellegrinaggi e con lo sviluppo delle strutture di accoglienza lungo la Via Francigena. Tra queste realtà figurano l’hospitale “Sancti Eusebi” di Vercelli e l’attuale Ostello Amici della Via Francigena di Vercelli, situato in Vicolo Alciati 4, nel centro storico cittadino, e gestito dall’associazione.
“Il pellegrinaggio ricorda che la vita è un cammino: si parte, si cerca una direzione, si punta a una meta. Riscoprirne il valore aiuta a comprendere il senso dell’esistenza, al di là dell’appartenenza religiosa e del credo. Chi percorre la Via Francigena condivide fatiche e pensieri, cresce e matura una nuova consapevolezza. Per i cristiani, è importante il senso della memoria di chi si fa compagno di viaggio in queste occasioni, e di chi sta sempre vicino a noi come compagno nella nostra vita”: così monsignor Marco Arnolfo, arcivescovo di Vercelli, ha aperto il convegno con alcune riflessioni introduttive.
Il vicesindaco Domenico Sabatino, affiancato da Gianni Marino, vicepresidente del Consiglio comunale, ha portato i saluti dell’amministrazione e del sindaco Roberto Scheda: “Sono sempre stato vicino agli Amici della Via Francigena, che ringrazio per il prezioso lavoro svolto in questi anni. Questo convegno rappresenta un momento significativo per festeggiare i vent’anni dell’associazione ed è accompagnato da una mostra davvero rilevante, capace di raccontare la storia del sodalizio e l’impegno di ciascun socio: un’esposizione che si intreccia con la storia della città e dei territori attraversati dalla Via Francigena. Non possiamo dimenticare che il tratto da Palestro a San Germano è mantenuto in modo eccellente ed è bello vedere tante persone impegnate a valorizzare il nostro territorio.”

“Oggi celebriamo il ventesimo anniversario di questo sodalizio”, ha dichiarato la presidente degli Amici della Via Francigena di Vercelli, Graziella Ranghino, introducendo i lavori del convegno dedicato ai vent’anni dell’associazione “Amici della Via Francigena”: “Questo traguardo, raggiunto dopo anni di impegno e partecipazione, viene festeggiato con un convegno attraverso il quale presenteremo gli scopi associativi, ma che sarà anche un’occasione per far conoscere le nostre bellezze paesaggistiche. Accanto al convegno sono stati organizzati anche una mostra e un concerto, previsto per domenica pomeriggio, a cura della Camerata Ducale.”
È intervenuta inoltre Maria Rita Balossino, in rappresentanza della Rete europea degli Amici della Via Francigena, sottolineandone il ruolo strategico nell’evoluzione dei servizi offerti e nell’organizzazione dei viaggi dei pellegrini. Tra i relatori figuravano Ambra Garancini, presidente della “Rete dei cammini”, il professor Sergio Valzania e Dino Olivetta.
La soddisfazione della presidente Ambra Garancini è emersa fin dall’inizio. La “Rete dei cammini”, ha spiegato, è generatrice di crescita e consapevolezza: “L’impegno di ogni socio produce benefici personali, rafforza l’associazione e lascia un’eredità alle nuove generazioni. L’anniversario è stato l’occasione per celebrare 17 anni di attività e dare voce alle realtà che compongono la rete. Condividere un’idea comune di cammino significa tutelare questi percorsi come patrimonio collettivo, consolidare legami e trasformare l’esperienza individuale in un progetto comune, valorizzando identità e bellezze locali.”
Perché camminare? Qual è il significato profondo del ‘pellegrinaggio’? Sono alcune delle domande a cui il professor Valzania ha risposto richiamando miti greci e figure come Ermes e Dionisio, fino agli Dei dell’Olimpo. La religione è stata proposta come chiave di lettura del pellegrinaggio: da Roma alla Mecca, passando per Gerusalemme, ogni credo individua una città come meta del proprio cammino. Tuttavia, il pellegrinaggio non è soltanto un rito religioso: il percorso stesso è un fenomeno mediatico, un’opera d’arte tracciata in dialogo con la natura. Il cammino è relazione, chi cammina è in connessione con gli altri; nel cammino non si perde tempo e non si conquista qualcosa.” In sintesi, per Valzania si tratta di una pratica che apre lo sguardo sulla vita, stimola la riflessione interiore, costruisce relazioni umane e offre nuove prospettive sul presente.
Le conclusioni del convegno sono state affidate a Dino Olivetta, che ha ripercorso la storia dell’associazione a Vercelli, ricordando i “Cammini” condivisi con i soci e alcune figure storiche, tra cui Gianfranco Musso. Ma come nasce il sodalizio vercellese?
Olivetta ha ricostruito le origini partendo dall’amicizia tra Gianfranco Musso e Pier Luigi Serra, che avviarono il loro percorso con una prima esperienza in terra di Spagna. Seguirono altri pellegrinaggi che rafforzarono lo spirito verso questa forma di esperienza, fino al cammino da Roma a Siena. Proprio in quell’occasione prese forma un’idea: “Perché non fondare nella nostra città di Vercelli, situata lungo la Via Francigena, un’associazione di pellegrini capace di diffondere i valori dei pellegrinaggi a piedi fin dal Medioevo?” Detto, fatto. Il resto è memoria viva, rievocata nei ricordi intensi condivisi durante il convegno, con la convinzione che le nuove generazioni sapranno raccogliere il testimone dei valori rappresentati dall’associazione.